Reti d'impresa

Nonostante gli sforzi compiuti in letteratura per dare organicità al fenomeno, esistono vari modelli per classificare le reti d'impresa, poiché costituiscono un fenomeno con caratteristiche e soprattutto finalità piuttosto eterogenee fra loro.

• impresa a rete naturale, caratterizzata dall'assenza di identità giuridica e di struttura gerarchica ma fornita di una flessibilità strutturale intrinseca (built in) che le permette di assumere condotte operative e strategiche efficienti per l'intero sistema. Essa possiede la forza di catalizzare tutti i soggetti della sua sfera esterna in modo naturale inducendoli a cooperare in vista di fini comuni e condivisibili;
• impresa a rete governata, quale risultato di un sistema di imprese selezionate in riferimento sia alle risorse di cui dispongono che agli obiettivi che perseguono. Le connessioni fra gli interlocutori vengono disciplinate a priori così pure la struttura gerarchica centrale, le strategie di investimento e quelle operative. Purtroppo a differenza di quella naturale non sempre riesce a fronteggiare i rischi imprevisti A seconda del grado di coesione giuridica vengono distinte:

• reti proprietarie, in cui il collegamento tra le imprese del network è garantito dal possesso di azioni. A questa categoria appartengono le holding, le joint venture corporation, i konzerne tipici delle realtà tedesche e anglo-americane e tutte quelle strutture assimilabili a quelle dei gruppi d'imprese;
• reti non proprietarie , in cui il collegamento con le altre imprese del network avviene tramite accordi di natura contrattuale oppure di natura informale. I network che poggiano su accordi contrattuali sono riconducibili alle strutture di franchising, consorzio e a tutti quei contratti di conferimento di risorse o trasferimento di beni o servizi necessari per la realizzazione di particolari attività. A seconda del grado di coesione strategica si possono avere:

• reti divergenti, in cui le imprese del network perseguono vantaggi legati all'efficienza ed efficacia operativa di breve. E' il caso per esempio dei rapporti di subfornitura;
• reti a condizionamento reciproco, in cui le imprese del network si considerano reciprocamente determinanti per il perseguimento delle strategie competitive di ciascuna di esse;
• reti convergenti, in cui le imprese che appartengono al network considerano la rete come la soluzione organizzativa più idonea per realizzare un comune piano strategico.
A seconda del grado di integrazione tecnico-economico si hanno:
• reti complementari, in cui i vincoli tecnico-produttivi ed economici tra le imprese del network sono molto forti per cui si può generare un unico processo di produzione economica suddiviso su più unità autonome giuridicamente;
• reti indipendenti, in cui l'appartenenza al network prescinde dai processi produttivi aziendali, ma è motivato dalla presenza di interessi comuni e condivisi.

In un prossimo futuro, in previsione di una evoluzione dei mercati tale da assumere le sembianze di una grande rete globale a cui si collegheranno le singole aziende, è probabile che la struttura reticolare sarà più evoluta. Le reti tradizionali saranno sostituite dalle reti di tipo olonico in grado di esprimere livelli più elevati di creatività, rapidità e flessibilità e pertanto più idonee a convivere con i repentini mutamenti dell'ambiente economico. L'obiettivo delle imprese che aderiscono a tale nuova forma di aggregazione consiste ap punto nello sfruttamento delle conoscenze accumulatesi grazie al comune interagire dei sog getti aderenti alla rete, da utilizzare in modo repentino, qualora si presentino delle opportunità sul mercato. Difatti il termine olone, dal greco "olon" ossia tutto, è da intendersi come un'insieme di cellule che agiscono in modo autonomo, pur essendo orientate al raggiungimento di un obiettivo condiviso di ordine superiore.

Secondo tale accezione, la rete olonica diviene l'insieme di varie unità operative autono me capaci di collegarsi fra loro velocemente grazie a sofisticati sistemi operativi. Trattasi di rete evoluta poiché viene meno come modello di riferimento l'azienda centrale: alla guida del sistema si posizionerà di volta in volta l'azienda che in riferimento agli obiettivi da realizzare saprà efficacemente attrarre intorno a sé e gestire tutte le risorse della rete.

Le reti di imprese permettono dunque:

• di ovviare ai problemi ben noti che si verificano in caso di fusioni/acquisizioni frettolose, ponendosi un obiettivo che potrà essere definitivo o successivamente (ma comunque gradualmente) evolvere verso forme societarie o operazioni di finanza straordinaria.
• di raggiungere una adeguata massa critica e un accresciuto potere negoziale sul mercato
• di allargare la base di offerta di prodotti e servizi preservando intatte le proprie caratteristiche e mission
• di condividere investimenti che altrimenti non sarebbero possibili alla singola impresa
• accorciare o, in alcuni casi, eliminare le catene di subfornitura
• rendere enormemente più flessibili i tempi di risposta al cliente
• accrescere la cultura e il know how aziendale

Le reti di imprese permettono dunque:

• di ovviare ai problemi ben noti che si verificano in caso di fusioni/acquisizioni frettolose, ponendosi un obiettivo che potrà essere definitivo o successivamente (ma comunque gradualmente) evolvere verso forme societarie o operazioni di finanza straordinaria.
• di raggiungere una adeguata massa critica e un accresciuto potere negoziale sul mercato
• di allargare la base di offerta di prodotti e servizi preservando intatte le proprie caratteristiche e mission
• di condividere investimenti che altrimenti non sarebbero possibili alla singola impresa
• accorciare o, in alcuni casi, eliminare le catene di subfornitura
• rendere enormemente più flessibili i tempi di risposta al cliente
• accrescere la cultura e il know how aziendale